Complesso Turistico Aurora
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Itinerario turistico nella Valle dell'Aterno
piana di Navelli
Tratturo Magno
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Comuni e località interessate: San Demetrio Ne Vestini, Fagnano - Opi, Bominaco - Caporciano, Navelli, Carapelle Calvisio, Castelvecchio Calvisio, Prata D'Ansidonia - Peltuinium - San Nicandro - Barisciano.

Distanza totale percorso circolare: circa 75 km

Si parte dalla struttura in direzione San Demetrio Ne Vestini e proseguire verso Fagnano.

Fagnano e Frazioni: Ripa, Castello, Termine, Opi, Frascara, Vallecupa, Corbellino, Campana, Pedicciano e Colle



Fagnano Alto, con le sue frazioni, è un comune ricco di storia e luoghi di interesse, incastonato nel cuore dell'Abruzzo. Ecco una panoramica dettagliata:

Caratteristiche generali:
  • Il comune è composto da diverse frazioni, ognuna con le proprie peculiarità storiche e artistiche.
  • La zona è ricca di testimonianze del passato, con chiese, resti di castelli e antichi borghi.
  • La natura circostante offre paesaggi suggestivi, ideali per escursioni e attività all'aperto.

Punti di interesse nelle frazioni:
  • Ripa:
    • Chiesa di S. Antonio.
    • Chiesa di S. Vittorino.
    • Chiesa rupestre di S. Rocco.

     
  • Castello:
    • Resti del borgo fortificato con torre, porta d'accesso e porte secondarie.
    • Ruderi della Chiesa di S. Maria del XVI secolo.
    • Fontana medievale.
  • Opi:
    • Chiesa benedettina di S. Massimo.

     
  • Termine:
    • Chiesa di S. Carlo.

     
  • Corbellino:
    • Ruderi della Chiesa e Convento di S. Sebastiano (XVI-XVII secc.).

     
  • Campana:
    • Chiesa di S. Giovanni Evangelista (XVIII secolo).
    • Antico mulino nei pressi del fiume Aterno.

     
  • Pedicciano:
    • Chiesa di S. Lucia.
    • Strutture rurali di terrazzamenti con pietre a secco.
     

Aspetti aggiuntivi:
  • Fagnano Alto è un luogo ideale per chi desidera immergersi nella storia e nella cultura dell'Abruzzo.
  • La zona offre numerose opportunità per escursioni e attività all'aperto, grazie alla presenza del Parco Regionale Sirente-Velino.
  • Il Parco Regionale Sirente Velino è un area di elevato interesse naturalistico, e storico.

Proseguire per 2 km in direzione Bominaco - Caporciano



Caporciano e Bominaco sono due frazioni che offrono un tuffo nel passato, con un patrimonio storico e artistico di grande valore. Ecco un approfondimento:

Caporciano: Storia:
    • Antico borgo medievale, situato in posizione dominante sulla Piana di Navelli.
    • Ha condiviso la sua storia con Bominaco, partecipando alla fondazione di L'Aquila e subendo le conseguenze delle guerre medievali.
    • Ha subito un forte spopolamento nel Novecento, ma oggi è una meta turistica.

Luoghi d'interesse:

    Chiesa parrocchiale di San Benedetto abate:
    • Situata nel centro del paese, presenta un'architettura neoclassica e rinascimentale.
    • L'interno è ricco di opere d'arte, tra cui affreschi di Giuseppe Scarlattei.
    • Il campanile poligonale è una caratteristica distintiva.

      Chiesa della Madonna Addolorata:

      • Costruita nel '700, presenta affreschi settecenteschi a tema funebre.
      • La facciata barocca e l'interno decorato la rendono un luogo di grande interesse artistico.

        Chiesetta di San Pietro in Valle:

          • Risalente al XIII secolo, conserva un ciborio gotico e affreschi trecenteschi.
          • La sua posizione fuori dalle mura e la sua storia la rendono un luogo suggestivo.

          Borgo medievale di Bominaco

          Bominaco: Storia:
          • Frazione di Caporciano, conserva i resti di un antico monastero e un castello medievale.
          • Ha avuto un ruolo importante nel Medioevo, come testimoniato dalle chiese e dal castello.

          Luoghi d'interesse:

            Chiesa di Santa Maria Assunta:
            • Risalente all'XI-XII secolo, presenta un portale romanico e un interno con colonne romane.
            • L'ambone romanico è un'opera di grande valore artistico.

              Oratorio di San Pellegrino:
              • Ricostruito nel XIII secolo, è famoso per il suo ciclo di affreschi romanico-gotici.
              • Le Storie dell'Infanzia e della Passione di Cristo e la Vita di Maria sono rappresentate in modo magistrale.

                Castello di Bominaco:
                • Risalente al XII secolo, offre una vista panoramica sulla valle di Navelli.
                • I resti delle mura e della torre cilindrica testimoniano la sua importanza strategica.

                Informazioni aggiuntive:
                • Entrambi i borghi conservano un'atmosfera medievale autentica.
                • La Piana di Navelli offre paesaggi suggestivi e la possibilità di escursioni.
                • la zona è rinomata per la produzione dello zafferano di Navelli.

                Oratorio di San Pellegrino
                Ricostruito nella seconda metà del XIII secolo per opera dell'abate Teodino.
                La facciata ha un piccolo nartece porticato per l'ingresso. Ciò che interessa specialmente è l'interno completamente affrescato nella metà del XIII secolo. Il ciclo di affreschi è stato considerato uno dei capolavori dell'Abruzzo romanico-gotico, ed è dedicato alle Storie dell'Infanzia e della Passione di Cristo, nonché alla Vita di Maria.

                Castello di Bominaco
                risalente al XII secolo, si presenta nelle forme attuali dopo la distruzione di Braccio da Montone nel 1423. Il castello era un vero e proprio abitato fortificato, dotato di mura e di case e caserme interne, difese dalla grande torre cilindrica che svetta sulla valle di Navelli. Il recinto è trapezoidale, scandito lateralmente da torri squadrate di cui è ben visibile la pianta; il torrione cilindrico si conserva molto bene, a pianta circolare con base a scarpa.

                Da Caporciano proseguire in direzione Navelli

                Navelli










                Navelli, un borgo incantevole situato nella Piana di Navelli, in Abruzzo, è rinomato per la produzione dello Zafferano dell'Aquila DOP e per il suo ricco patrimonio storico e artistico. Ecco una panoramica dettagliata:

                Caratteristiche generali:
                Posizione:
                  • Situato a circa 700 metri sul livello del mare, Navelli domina l'Altopiano di Navelli.
                  • La Piana di Navelli si estende tra le catene montuose dell'Appennino abruzzese, offrendo paesaggi suggestivi.

                   Zafferano:
                  • La produzione dello Zafferano dell'Aquila DOP è la principale attività economica e culturale di Navelli.
                  • La coltivazione dello zafferano fu introdotta nel XIII secolo da un monaco domenicano.
                  • Il marchio DOP garantisce la qualità e l'origine del prodotto.
                  • La zona di produzione DOP comprende diversi comuni limitrofi, tra cui Navelli.

                   Borgo medievale:
                  • Navelli fa parte del circuito dei "Borghi più belli d'Italia".
                  • Il centro storico conserva un'atmosfera medievale autentica, con strette vie, edifici storici e antiche porte.
                   
                Architetture religiose:
                Chiesa Parrocchiale di San Sebastiano:
                • Realizzata nel 1631, in stile tardo-barocco con influenze neoclassiche.
                • Chiesa della Madonna del Rosario:
                  • Edificata in stile barocco dopo il terremoto del Settecento.
                • Chiesa di Santa Maria in Cerulis:
                  • Risale all'XI secolo e sorge sulle rovine di un tempio italico.
                • Altre chiese e cappelle di notevole interesse storico e artistico.

                Architetture civili:
                • Palazzo Baronale Santucci:
                  • Palazzo fortificato costruito nel 1632.
                • Palazzo Piccioli:
                  • Palazzo settecentesco in stile neoclassico.
                • Altri palazzi storici di diverse epoche.

                Architetture militari:
                • Porte di accesso:
                  • Porta San Pelino (Porta Nord).
                  • Porta Villotta (Porta Est).
                  • Porta Macello (Porta Sud).
                  • Porta Santa Maria (Porta Ovest).
                • Torre civica di Civitaretenga:
                  • La frazione di Civitaretenga, possiede una interessante torre civica.
                   

                Informazioni aggiuntive:
                • Navelli offre un'esperienza di viaggio unica, combinando la scoperta di un borgo medievale ricco di storia e arte, l'immersione in paesaggi naturali suggestivi e la possibilità di conoscere le tradizioni locali.
                • La visita del borgo di Navelli è particolarmente consigliata durante il periodo della fioritura dello zafferano, quando la piana si colora di viola, offrendo uno spettacolo indimenticabile.

                Da Navelli proseguire in direzione Carapelle Calvisio


                Carapelle Calvisio è un piccolo borgo situato nel cuore dell'Abruzzo, in una posizione che offre panorami mozzafiato e un'atmosfera di tranquillità. Ecco alcune informazioni dettagliate:

                Dimensioni e posizione:
                  Caratteristiche generali:
                  • È uno dei comuni più piccoli del centro-sud Italia.
                  • Si trova arroccato sulle propaggini meridionali del Gran Sasso d'Italia.
                  • Il suo territorio si estende fino all'altopiano di Campo Imperatore.

                  Clima e ambiente:
                  • Gode di un clima eccezionale, grazie alla sua posizione e alla presenza di boschi di querce e pini.
                  • L'ambiente circostante è ideale per chi cerca tranquillità e contatto con la natura.

                    Patrimonio storico e artistico:
                  • Mura medievali:

                  Il borgo conserva tracce delle sue mura medievali, testimonianza del suo passato storico.
                    • Chiesa di San Francesco d'Assisi:
                      • Merita una visita per i suoi notevoli affreschi del '400, '500 e '600.

                  Altri luoghi di interesse:

                    Chiesa Parrocchiale della Beata Vergine e di San Vittorino.
                    Chiesa di Santa Maria delle Grazie.

                  • Chiesa e fonte medievale di San Vittorino.
                  • Torre d'avvistamento.
                  • Santuario di San Pancrazio.
                    Struttura urbanistica:
                    • Circonvallazione e mura:
                      • Il paese è circondato da una circonvallazione che fiancheggia le mura medievali.
                      • In passato, il borgo aveva tre o quattro porte d'accesso.
                    • Vie e slarghi:
                      • Le vie strette sono caratterizzate da archi e archetti che collegano gli edifici.
                      • Piccoli slarghi offrono spazi di incontro per la comunità.
                    Informazioni aggiuntive:
                    • La posizione di Carapelle Calvisio lo rende un punto di partenza ideale per esplorare il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
                    • Il borgo ha subito danni a causa del terremoto dell'aquila del 2009.
                    • Il paese di Carapelle Calvisio è molto vicino al paese di Castelvecchio Calvisio.

                    Da Carapelle Calvisio proseguire in direzione Castelvecchio Calvisio

                  Castelvecchio Calvisio è uno dei tanti centri della montagna d'Abruzzo che merita un'attenzione particolare: i tanti visitatori rimangono colpiti dalla sua bellezza e tranquillità.

                  Incantevole Borgo medievale che si adagia su un colle a 1067 metri slm e si affaccia sulla splendida Valle de Tirino. La forma ellittica (a spina decumanica intersecata) del borgo fortificato rendono Castelvecchio Calvisio unico nel suo genere. Le strette stradine coperte da volte ed archi, con le caratteristiche case che si sviluppano su più livelli, raggiungibili grazie a ripide scale che poggiano su mensole dette "barbacani", sono un'altra incantevole caratteristica dell'impianto urbanistico del borgo.

                  La funzione fortificata del borgo è resa evidente dalla presenza delle case-mura, dalle porte ingresso (storicamente) solo nel numero di due, e per la presenza di difese esterne costituite verso sud-est da percorsi di guardia interni (via delle Sentinelle su metà ellisse corre appena dietro le case mura e la torre di guardia) e verso nord-ovest da un fossato di guardia, superato solo da un ponte, probabilmente levatoio, in corrispondenza del Palazzo del Capitano.

                  La struttura delle case mura segue l'andamento dell'ellisse, ma in modo cadenzato presenta dei piccoli corpi aggettanti che non sono altro che torri di guardia per il "tiro di fiancheggiamento". Questi elementi ed altri rendono il borgo fortificato di Castelvecchio una vera e propria macchina di difesa, chiaramente dai mezzi di attacco dell'epoca (XIV-XV-XVI sec.).

                  • Chiesa di S.Cipriano (secolo VIII)
                  La Chiesa di S.Giovanni Battista - che conserva ancora le feritoie in testimonianza dell'antica funzione di palazzo fortificato. In conci di pietra squadrata, la facciata, presenta un interessante portale rinascimentale; l'interno, diviso in due navate, è impreziosito da un altare ligneo in stile barocco.

                  • Palazzo del Capitano, all'ingresso del paese fortificato. Sul suo portale interno è scolpito il simbolo della mezza luna saracena.

                  • La Torre di Guardia, che si affaccia sulla via delle Sentinelle

                  • Gli Archi e i Barbacani - Nella struttura urbana di Castelvecchio si evidenziano due elementi fortemente caratterizzanti: il primo è rappresentato dagli archi che, soprattutto nella via Borghi Archi Romani, costituivano originariamente un insieme continuo, formante quasi una galleria; oggi rimangono solo alcuni tratti che creano, però, un effetto di luci ed ombre tutto particolare. Il secondo sono le ripide scale esterne, composte da molti gradini, che poggiano su archi a tutto sesto e su caratteristiche mensole di pietra (i cosiddetti barbacani), abile soluzione architettonica che ha permesso lo sfruttamento dell'angusto spazio dei vicoli, dividendo il livello abitativo superiore da quello prospiciente la strada e in cui normalmentesi aprivano le botteghe artigiane.

                  Da Castelvecchio Calvisio proseguire in direzione Prata D'Ansidonia

                  Prata D'Ansidonia - Villaggio italico di Peltuinum - Castel Camponeschi - San Nicandro

                  Prata d'Ansidonia è un comune italiano di 487 abitanti che comprende anche due frazioni: Tussio e San Nicandro.

                  Villaggio italico di Peltuinum

                    

                  Il primitivo insediamento italico vestino esisteva già dal IV secolo a.C.; fu conquistato dai Romani nel I secolo a.C. dopo la "guerra sociale" degli italici contro Roma, e trasformato in municipium. La posizione del villaggio era strettamente strategica per i traffici commerciali lungo la via Claudia Nova, situata nella piana di Navelli, in posizione facilmente collegata con la valle del Tirino, dove si snodavano i traffici dei mercanti e i viaggio dei pastori transumanti verso la Puglia.

                  Fu tra le poche città d'Italia ad aver conservato anche in epoca imperiale romana la condizione di prefettura. Nel 1982 sono stati riportati alla luce dalla Soprintendenza diversi reperti archeologici ascrivibili al periodo imperiale della città, come parte del recinto murario con torri, il teatro e il tempio di Apollo. La porta ovest di accesso era costituita da tre torrioni, due dei quali a specifica protezione dell'ingresso a doppio fornice, a pianta rettangolare.

                  Dell'originale struttura in opera quadrata rimangono soltanto le impronte dei blocchi e alcuni conci degli archi. L'impianto della viabilità di Peltuinum è ortogonale all'asse centrale della via Claudia Nova, che attraversa in senso longitudinale la città.

                  Castel Camponeschi
                  Si trova sopra un'altura che sovrasta Prata. Rappresenta il tipico castrum medievale, composto dalle mura, fuse con le case, in modo da garantire una protezione totale del villaggio fortificato, a guardia della valle di Navelli.

                  Fu costruito in epoca longobarda, e successivamente ristrutturato alla maniera dei borghi toscani, come quello di Monteriggioni.

                  La struttura ha pianta ellittica delimitata da due grandi torri poligonali con porta di accesso, e da tracce di altre torri minori intorno al perimetro. L'interno è caratterizzato da case fuse con le mura, e dai due edifici più importanti centrali: il palazzo ducale e l'ex chiesa di San Pietro.

                  Chiesa rurale di San Paolo di Peltuinum
                  Fuori dal perimetro dell'insediamento urbano vestino/romano vi è la Chiesa di San Paolo di Peltuinum, risalente agli inizi del XII secolo, eretta probabilmente da maestranze benedettine riutilizzando le pietre dell'antica città di Peltuinum.

                  Nella facciata la chiesa presenta un profilo a capanna che secondo alcuni studiosi ha sostituito l'originaria terminazione a campanile a vela, come nella chiesa di Santa Maria di Cartignano a Bussi sul Tirino. Il portale centrale è l'unico elemento decorativo di rilievo, gli ampi stipiti sono leggermente aggettanti e creano un piccolo avancorpo che sale fino alla cornice di imposta del timpano.

                  Le due cimase sono lavorate in larghe foglie d'acanto, mentre nessuna decorazione arricchisce l'architrave e il giro dell'archivolto. Accanto sono inseriti, nella cortina, due rilievi di leoni. Lo spazio della lunetta mostra una cortina muraria che ricorda l'opus reticulatum; al di sopra del portale si trovava un rosone descritto da Carlo Ignazio Gavini nel manuale d'arte in Abruzzo come uno dei più antichi della regione, rubato nel XX secolo. Lungo i fianchi dell'edificio delle piccole monofore sono sovrastate da ampie finestre rettangolari, realizzate in seguito alla ricostruzione dopo il terremoto del 1703.

                  A destra si aprono due portali di tipo benedettino: uno immette nella navata minore, l'altro oggi murato ha decorazione dell'Agnus Dei, e immetteva al transetto. La chiesa mostra in maniera evidente i legami con i cantieri benedettini dell'Abruzzo (come le abbazia presso la Majella), anche se però manomesso a causa dei vari terremoti. Ha pianta a croce egiziana (T), con navata centrale presentante una cortina muraria in pietra concia, ritmata da una teoria di cinque arcate cieche, poco aggettanti, con lesene a capitelli lavorati con il semplice motivo definito dal Gavini "cornice benedettina".

                  La parete di sinistra avanza di circa un metro e non presenta decorazioni, fatto il ripiego di materiale di spoglio, con colonne di età classica romana. Attraverso un arco gotico trionfale si accede al presbiterio, rialzato di due gradini. Ancora un'asimmetria caratterizza il transetto, il cui braccio a destra è inframmezzato da due arcate a tutto sesto, ricadenti su un pilastro centrale dalla semplice cimasa; a sinistra apre verso il vano rettangolare tramite un'unica ampia arcata, sempre a tutto sesto. La copertura a travi di legno è stata ricostruita con il restauro del 1982, perché in origine era a volta a botte in stucco, ossia un rifacimento tardobarocco dopo il sisma del 1703.

                  Chiesa di Santa Maria di Centurelle
                  Si trova nel territorio comunale di San Pio delle Camere, al confine con Caporciano, nel mezzo della piana di Navelli.

                  Ha un aspetto rinascimentale sobrio, con pianta rettangolare molto elevata: il portale romanico è inquadrato da una cornice cinquecentesca classica, con timpano triangolare.

                  La parte mediana è divisa da cornice, quella superiore è dominata da un grande oculo per far entrare la luce. L'interno a navata unica è in stucco bianco tardo barocco, con presso l'altare un'icona bizantina della Madonna col Bambino.

                  Chiesa di San Martino di Tussio
                  La chiesa è una delle più importanti della zona, nonché delle più antiche, situata nella frazione Tussio. La chiesa sorse presso il vecchio castello, intitolata a San Martino, benché il patrono di Tussio sia San Giuseppe, al quale è dedicato un piccolo oratorio barocco annesso alla chiesa stessa. La chiesa è del XV secolo, con rifacimenti barocchi dopo il terremoto del 1703.

                  Nel 1928 è stata profondamente restaurata, specialmente nella parte sterna, poiché la struttura versava in degrado. La quattrocentesca chiesa presenta una facciata molto sobria, ricostruita nel 1928, divisa in due da cornice marcapiano, e terminate con timpano triangolare. Solo il portale ha un architrave con decorazioni geometriche, ed è rimasto inalterato nel corso del restauro, poiché la vecchia facciata era molto grezza, priva di interesse artistico, con mattoni faccia vista.

                  L'architrave del portale ha cinque fiori in girali a rilievo, il campanile principale ha pianta poligonale (a forma ottagonale sul retro, con base cilindrica, e verso la facciata è piana) ed è una torre. La facciata dell'oratorio di San Giuseppe è leggermente più movimentata, con il portale sormontato da un nicchia con affresco del santo, affiancata da due finestre ellittiche. In alto a destra sorge il campanile a vela.

                  L'interno è a navata unica, con sei cappelle laterali. La prima a sinistra conserva un affresco degli apostoli San Filippo e San Giacomo, nella parte superiore ha una scritta dedicatorio alla famiglia De Palmerus, che dette l'incarico di realizzazione nel 1700. La cappella conserva anche un fonte battesimale con vasca e piedistallo esagonali, ed il fusto formato da tre delfini attorcigliati, che con la coda sorreggono un capitello cilindrico, su cui poggia la vasca.

                  La seconda cappella (seconda a sinistra) è dedicata a Sant'Antonio abate, con pala d'altare raffiguranti Sant'Antonio abate e Sant'Antonio di Padova al cospetto della Madonna (1687); nello stucco di coronamento c'è un'iscrizione latina, e una statua raffigurante San Luigi Gonzaga. La terza cappella a sinistra è dedicata alla Madonna del Rosario, con pala d'altare raffigurante la Vergine con i Quindici Maestri e altri pellegrini, realizzata da Bernardino Michetti nel 1617.

                  La cappella collega all'oratorio di San Giuseppe: presso la porta c'è una tela di San Tussio in vesti di eremita con la Bibbia in mano (XVII secolo). Sulla parete frontale ai lati dell'altare maggiore, ci sono due nicchie con statue di Cristo del Sacro Cuore e della Madonna Immacolata. A destra dell'altare presso la sacrestia si trova la statua lignea della Madonna Addolorata realizzata da Luigi Guacci da Lecce.

                  L'altare maggiore è in stucco policromo e marmi del XVII secolo, composto da pala centrale con il Cristo risorto, con ai lati due nicchie (a sinistra c'è San Martino e nell'altra San Giuseppe). Sul lato destro della prima cappella ci sono due nicchie con statue di Sant'Antonio e San Vincenzo, ed un confessionale in legno intagliato.

                  La seconda cappella è dedicata a San Giuseppe, con statua del santo e dedica latina. La terza cappella di destra era originariamente dedicata all'Addolorata e ora a Sant'Anatolia, ed è stata restaurata nel 2003. La statua lignea è di Ferdinando Perangrey di Ortisei. L'ingresso della chiesa è sormontato da una cantoria sorretta da due colonne di pietra, ai lati due nicchie, in quella di destra la statua di Sant'Emidio, mentre l'altra è vuota.

                  Entrando a destra ci sono un'acquasantiera in pietra con fusta e basamento lavorato e vasca esagonale. Nell'interno sopra il portale c'è la cantoria con l'organo, sorretta da due robuste colonne di pietra. L'insieme tutto dell'interno è ornato da stucchi barocchi, il soffitto è istoriato, dipinto da Giuseppe Donzelli (1450). Nella sacrestia si trova il busto ligneo dipinto di Sant'Emidio (XVII secolo) e un capitello bizantino a palmette, appartenuto forse ad un ambone.

                  Chiesa di San Nicandro
                  Si trova in posizione decentrata nell'abitato omonimo, in Piazza della Chiesa. Fu costruita prima del XII secolo, anche se l'aspetto attuale è frutto di rimaneggiamenti dovuti a terremoti, specialmente per quello del 1703. La chiesa principale è composta da una pianta rettangolare, con cupola ottagonale posta sopra il presbiterio; il campanile a vela è posto nella parte retrostante. La facciata è tripartita e a salienti, inframmezzata da cornice marcapiano, e verticalmente da due paraste.

                  Il contesto è molto semplice, con piccole decorazioni barocche nelle cuspidi a palle presso i vertici dei due lati estremi, e da un timpano triangolare presso la sommità. In asse con il portale c'è nel mezzo al centro un finestrone rettangolare. L'interno è in stile barocco, conservando di originale solo la pianta a tre navate.

                  Da Prata D'Ansidonia proseguire in direzione Barisciano

                  Il territorio comunale fa parte della Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli e parte di esso rientra nel territorio del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga costituendone di fatto una delle porte di accesso nella sua parte meridionale.

                  Castello recinto - Castello di Barisciano.
                  Il castello a recinto fu fondato nell'XI secolo sopra un colle montuoso che sovrasta il borgo medievale.
                  Partecipò alla fondazione della città dell'Aquila ed il 23 aprile 1424 venne attaccato e distrutto da Braccio da Montone durante l'assedio alla città, ne rimase comunque a far parte fino al 1529, per poi diventare feudo di famiglie aristocratiche. Attorno al XVI secolo perse il suo ruolo difensivo e venne abbandonato.

                  Chiesa di San Flaviano Vescovo
                  Si tratta della chiesa parrocchiale, ricostruita nel 1733 dopo il grave terremoto del 1703, ma nota nelle fonti fin dal XII secolo: del 1109, ad esempio, è un documento contenuto nel Regesto della Diocesi di Valva in cui si annota il passaggio giurisdizionale della chiesa alla stessa Diocesi; ciò ne colloca la fondazione nei secoli precedenti. La chiesa ha pianta medievale rettangolare, con esterno in robusta pietra.

                  Ha una facciata decorata da portale barocco in stile classico e un rosone al centro. Il campanile è una torre con un piccolo tetto. In seguito al sisma del 2009, la chiesa è stata dichiarata inagibile e chiusa al pubblico.

                  Santuario della Madonna di Valleverde
                  Si trova accanto al paese, presso il cimitero. La chiesa è stata completata nel 1580 e ha aspetto rinascimentale. La facciata è divisa in due livelli da una cornice: il semplice portale ha una lunetta curva con bassorilievi, e la parte superiore della facciata ha una vetrata centrale incastonata in due colonne che formano quattro bucature eguali.

                  È affiancata da due piccole finestre con architrave rinascimentale.

                  Il campanile è a vela. In seguito al sisma del 2009, la chiesa è stata dichiarata inagibile e chiusa al pubblico.

                  Convento di San Colombo
                  Appena fuori dal paese si trova il convento francescano di San Colombo del XIV secolo, oggi sede del Centro ricerche floristiche dell'Appennino San Colombo, in cui vengono conservate e studiate numerose varietà di semi, di cui circa 235 soprattutto della flora appenninica e altre 46 di specie agronome autoctone; nel centro è presente anche un Herbarium Apenninicum con i suoi 40000 campioni.

                  Sono in corso di progettazione un orto botanico e un Museo sulla fitodiversità del Parco.

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